SPACE WARS, LA NUOVA FRONTIERA DEL CONFLITTO GLOBALE

Di Gregory Alegi (www.startmag.it)

Benvenuto dominio aerospaziale. Tecnologia ipersonica, droni e scontri cyber saranno all’ordine del giorno nelle nuove guerre. Le sfide che attendono l’Ue. L’intervento di Gregory Alegi

Le domande sono vecchie quanto Tucidide: come sarà il prossimo conflitto? Cosa servirà per affrontarlo al meglio? Quali insegnamenti si possono trarre dalle operazioni recenti? Se la storia è piena di esempi che consentono di argomentare in qualsiasi senso si voglia, non per questo ci si può esimere dal tentare di darvi risposta. Né vale dire che, poiché ogni conflitto è comunque diverso dal precedente, non vi è motivo di studiare il passato per comprendere il futuro. Dalla Prima guerra mondiale, per esempio, furono tratte tre conclusioni ben diverse tra loro: il primato della difensiva, che in Francia si tradusse nell’infausta Linea Maginot; nuove tattiche per recuperare la guerra di movimento, incarnata dalla Blitzkrieg; il dominio dell’aria, che portò alla nascita delle aeronautiche indipendenti. Alla stessa domanda, tre risposte diverse, dalla cui applicazione all’Ucraina e a Gaza ciascuno può trarre conclusioni diverse. Allo stesso modo, è difficile estrapolare risposte univoche dalle guerre oggi in corso. Ignorarle o assolutizzarle comporta comunque un ampio margine d’errore. Fatta questa doverosa premessa, all’inizio del XXI secolo la prima considerazione riguarda proprio il dominio aereo e la sua tendenza a fondersi con quello spaziale, sotto tutti i profili. Di fatto, mentre le dimensioni terrestre e marittima restano costanti, quella aerea si espande, tanto per i voli con equipaggio quanto per quelli automatici. L’integrazione tra aria e spazio, che dà luogo all’aerospazio, indica come sia nato un nuovo dominio, nel quale è inevitabile che le potenze competano per assicurarsi la possibilità di utilizzarlo e di negarne l’uso agli avversari…