Farmaci testati nello spazio: nasce un laboratorio orbitale automatico

(hdblog.it)

In futuro lo spazio sarà sempre più protagonista, e le missioni orbitali potrebbero aumentare parecchio. Oltre alle ipotesi dei data center, si parla della possibilità di studiare i farmaci, e persino di far invecchiare del buon whisky. Ma ora vogliamo parlare del secondo caso, molto interessante perché è noto che la microgravità modifica infatti il comportamento delle cellule, la crescita dei tessuti e numerosi processi biologici, offrendo ai ricercatori condizioni difficili da riprodurre nei normali laboratori. Il problema, finora, è stato soprattutto logistico, e se da un lato la Stazione Spaziale Internazionale permette di svolgere esperimenti di questo tipo, lo spazio disponibile è limitato e riportare rapidamente i campioni a Terra resta complesso. Proprio qui si inserisce un nuovo modello di laboratorio orbitale commerciale, e a quanto apprendiamo la società lussemburghese Exobiosphere sarà il primo cliente annunciato della piattaforma Space Factories sviluppata dall’americana Outpost Technologies. Il suo laboratorio automatico OHTS, acronimo di Orbital High-Throughput System, dovrebbe volare nel 2028 a bordo del veicolo CarryAll.In pratica, OHTS potrà effettuare in orbita esperimenti legati alla modellazione delle malattie e allo screening di potenziali farmaci, ma la parte interessante è però ciò che accadrà dopo. Sappiamo infatti che i campioni verranno riportati sulla Terra, dove potranno essere analizzati con strumenti molto più completi rispetto a quelli disponibili nello spazio. Outpost punta infatti su veicoli riutilizzabili capaci non soltanto di ospitare carichi scientifici, ma anche di riportarli a Terra con atterraggi controllati…