Satelliti radar: ecco come l’Italia studia la radiografia del sottosuolo
- 22 July 2026
- Insights
di Alessandro Frangi (formiche.net)
I satelliti europei Sentinel-1 del programma Copernicus e la costellazione italiana COSMO-SkyMed, dotata di sistemi ad altissima risoluzione, permettono di ottenere dettagli estremamente nitidi anche su aree ristrette. Il punto di Alessandro Frandi
Nel profondo della Rift Valley etiope, tra dicembre 2024 e marzo 2025, si è consumato uno degli eventi geologici più imponenti e rari degli ultimi decenni: lo spostamento silenzioso di circa 1,4 chilometri cubi di magma. La massa fusa si è incanalata nel sottosuolo percorrendo ben 50 chilometri, senza però mai riuscire a infrangere la superficie. Sebbene invisibile agli occhi umani, questa gigantesca intrusione ha lasciato dietro di sé una scia di migliaia di terremoti e deformazioni del terreno che solo le più avanzate tecnologie spaziali sono riuscite a decifrare in tempo reale. Il cuore tecnologico di questo monitoraggio risiede nella tecnica InSAR (Interferometric Synthetic Aperture Radar). Una metodologia che ha rivoluzionato la geologia moderna, permettendo di misurare i movimenti della crosta terrestre con una precisione millimetrica. E che vede l’Italia molto impegnata. Il principio è affascinante nella sua complessità. I satelliti radar emettono impulsi verso la Terra e ne registrano il segnale di ritorno. Confrontando immagini radar acquisite in tempi successivi, i ricercatori sono in grado di generare…
