La finanza entra in orbita. Da Torino la visione di Comparini

di Marco Battaglia (dirittoeaffari.it)

L’Italia ha le carte per essere protagonista della space economy, ma la partita si vince facendo sistema. È il messaggio che Massimo Claudio Comparini, managing director della Divisione Spazio di Leonardo, ha portato all’Auditorium del grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino, in occasione del convegno “Finanza e Aerospazio. Le sfide per la creazione di campioni globali italiani”. In un settore che valeva circa seicento miliardi di dollari nel 2023 e che potrebbe toccare gli ottocento miliardi entro il 2027, la domanda è come l’Italia possa trasformare le proprie competenze in massa critica industriale e finanziaria. “L’Italia è un grande Paese spaziale e ha tutte le condizioni per giocare un ruolo da protagonista nella space economy europea e globale”, ha spiegato Comparini, ma questo non basta: “Per riuscirci servono visione comune, capacità di fare sistema e una filiera sempre più specializzata, con grandi player come Leonardo in grado di trainare competenze, Pmi e innovazione”. È il nodo classico dell’industria nazionale, declinato però su un settore dove la scala conta più che altrove. La filiera spaziale italiana è composta per circa la metà da imprese con meno di dieci milioni di euro di fatturato, un tessuto ricco di eccellenze ma frammentato, che senza un’architettura di sistema, grandi prime contractor, finanza dedicata, committenza pubblica coerente, rischia di restare fornitore di componenti in catene del valore decise altrove…