Proteggere la Terra sulla Luna

di Giulia Mantovani (mediainaf.it)

Uno studio pubblicato su Ambio propone alla Nasa di realizzare sul nostro satellite naturale una struttura di biocontenimento per esaminare i campioni spaziali prima del loro arrivo sulla Terra. Gestito tramite robotica avanzata, questo laboratorio lunare agirebbe da firewall contro potenziali contaminanti biologici extraterrestri, azzerando il rischio che un rilascio accidentale provochi danni irreversibili alla biosfera.

Progettare e costruire una struttura di biocontenimento sulla Luna per proteggere la Terra da contaminanti biotici potenzialmente pericolosi provenienti dallo spazio: questa la proposta, presentata il mese scorso sulla rivista Ambio, da integrare nella futura base lunare pianificata dalla Nasa. Secondo gli autori dello studio, mentre l’umanità entra in una nuova era di esplorazione spaziale, le strategie di protezione planetaria non stanno tenendo il passo con i rischi associati all’arrivo sul nostro pianeta di campioni extraterrestri. «La facility che proponiamo fungerebbe essenzialmente da firewall tra la Terra e qualsiasi organismo vivente potenzialmente pericoloso che potrebbe accompagnare le future missioni spaziali di ritorno», spiega il primo autore dello studio, Frederick I. Moxley, direttore di Star (Strategic Threat Analysis and Research Laboratories). Tutto il materiale raccolto sulla Luna, su Marte o oltre, dovrebbe infatti essere trasportato in questa struttura sicura di quarantena e ricerca sul suolo lunare, anziché viaggiare direttamente verso la Terra. All’interno del laboratorio, la manipolazione dei campioni verrebbe affidata esclusivamente a sistemi robotici avanzati, riducendo al minimo il rischio di esposizione umana o di rilascio accidentale. Sebbene l’esistenza di vita extraterrestre rimanga non confermata, gli esperti avvertono che l’introduzione di una qualsiasi forma di vita aliena nella nostra biosfera potrebbe avere conseguenze ecologiche del tutto imprevedibili…