Battiston, applicazioni infinite dalla new space economy

ROMA (MF-DJ) – Coinvolgere tutti gli stakeholders della “nuova economia spaziale”, per contribuire a cogliere i nuovi modelli di business che caratterizzano il settore: è questo l’obiettivo dell’Expo-Forum sulla new space economy, che si terrà dal 10 al 12 dicembre alla Fiera di Roma. L’ Agenzia spaziale italiana promuove questa iniziativa attraverso la Fondazione Edoardo Amaldi; al Forum parteciperanno le principali agenzie spaziali europee, la Commissione europea, le associazioni nazionali delle imprese spaziali, le imprese rappresentanti dei settori coinvolti nella New Space Economy  a livello nazionale ed internazionale.

Roberto Battiston, coordinatore del comitato scientifico del progetto e direttore scientifico della Fondazione E. Amaldi, ha spiegato a MF Dow Jones gli obiettivi dell’iniziativa e le potenzialità offerte dalla new space economy.

D. Quali sono gli obiettivi del Expo-Forum Europeo sulla New Space Economy?

R. Si tratta della prima edizione a livello europeo di una conferenza interamente dedicata al tema della new space economy e alle opportunitá che si presentano con la disponibilitá di moltissimi servizi e dati satellitari che, rispetto a dieci anni fa, sono accessibili a costi piú bassi e con quantitá e diversificazione sempre piú alte. Stiamo entrando in una fase economia di tipo nuovo, basata su dati e servizi derivanti dallo spazio, un pò come è successo all’inizio degli anni 2000 con la rivoluzione del web. Il passaggio a questa economia sta attraendo l’interesse di settori molto diversificati, dall’agricoltura di precisione alla guida automatica, al monitoraggio di precisione di emergenze come alluvioni e terremoti al controllo dei confini al monitoraggio delle infrastrutture, le applicazioni sono letteralmente infinite. Per poter presentare a settori che non conoscono a sufficienza questa nuova economia dello spazio e farli incontrare con gli attori specializzati nelle attivitá spaziali è stato creato il Forum, che si terrá dal 10 al 12 dicembre e vedrá due attivitá contemporanee: una mostra cui partecipano imprese, agenzie spaziali europee, enti di ricerca e industrie piccole e grandi, e contemporaneamente un grande forum dove 150 oratori affronteranno, portando le proprie esperienze, i settori piú diversificati dell’attivitá economica dello spazio.

D. Quanto vale la new space economy e quali sono i margini di crescita in Italia?

R. A livello mondiale il fatturato della space economy è di circa 350 miliardi di dollari l’anno: questo dato include l’economia tradizionale ed è ogni anno in leggera crescita. Con l’aggiunta della new space economy basata sui dati, le stime di crescita che si possono raggiungere nei prossimi 10-15 anni indicano una moltiplicazione di fattore 10. C’è quindi un grande potenziale di crescita nei prossimi 10-15 anni. In Italia il fatturato dell’economia spaziale vale 1,8 miliardi di dollari l’anno, quindi nei prossimi anni ci possono essere notevoli opportunità.

D. Qual è il ruolo dell’Italia in questo mercato? Il Paese è ben preparato ad affrontare le nuove sfide?

R. L’Italia ha una filiera spaziale completa, è una realtá che si presenta bene a questo appuntamento anche grazie agli investimenti fatti negli ultimi anni dall’Asi e grazie alla partenza del piano stralcio sulla space economy che cerca di anticipare e sostenere l’attivitá dei privati che si stanno preparando ai mercati in arrivo. La situazione italiana parte quindi dagli ultimi 4-5 anni di lavoro preparatorio molto solido, nell’ambito di una dinamica competitiva che vede l’Europa investire in questo settore, e in un contesto in cui la parte americana si sta muovendo molto rapidamente per cogliere le opportunitá di mercato da basare sui dati.

D. Cosa si può fare per contribuire a cogliere l’opportunità rappresentata dalla new space economy?

R. Come sempre nella new economy conta la quantitá di persone che usano i servizi, o perchè sono forniti a basso costo o perchè esprimono esigenze che il mercato deve soddisfare, quindi bisogna diffondere informazioni, educare a quello che si può fare e anche informare sulle idee che possono essere realizzate dai giovani attraverso start up di dimensioni anche limitate. Informando il pubblico si può ottenere una maggiore consuetudine all’utilizzo di questi dati.

D. Può fare un esempio di come la new space economy può migliorare i settori cui viene applicata?

R. La cosa che sta veramente contribuendo a cambiare l’economia in agricoltura sono le applicazioni dell’agricoltura di precisione che permettono di calcolare, metro quadrato per metro quadrato, la superficie dei campi da irrigare e fertilizzare basandosi sulle informazioni integrate del satellite. In questo settore, che sembra il piú antico di tutti, la new space economy sta portando a miglioramenti dell’efficienza e a un migliore utilizzo dei territori, limitando il consumo di acqua. E’ un settore in cui il vantaggio appare evidente: l’agricoltura è parte fondamentale dell’economia mondiale, e il miglioramento dell’efficienza può fare la differenza.

Elisabetta Rovis
MF Dow Jones

Receive all the news about the event and exclusive content! Subscribe now!